Biografia

Paolo Cristiani (Milano, 1956), ingegnere, dirige un consorzio di ricerche biomediche ed affianca tale attività a quella di fotografo, pittore e scultore.

In campo fotografico, intraprende l’attività professionale agli inizi degli anni ‘80 collaborando alla realizzazione di un volume fotografico sul Duomo di Fidenza (Parma) unitamente a reportages e servizi per riviste e periodici nazionali (Abitare, Corriere della Sera Illustrato, riviste turistiche).

Dagli anni ‘90 l’attività fotografica interessa ricerche paesaggistiche (TERRE DI RIVIERA, PAESAGGI DEL SILENZIO, MARE DI LOMBARDIA), naturalistiche (FOGLIE) e sociali (MEN & CITIES).

Singoli Port-folio sono stati oggetto di volumi fotografici e mostre personali in Italia e all’estero (Istanbul, Izmir, Lubiana, Strasburgo, Tunisi, Buenos Aires).

Come pittore dal 2000 si dedica al ciclo AIRPORT articolato nelle serie: Airport, Transiti, Attese e Luci d’aeroporto. Vernissage: Milano (2006) con presentazione a cura di Vittorio Sgarbi.

Nel 2006 ha parallelamente inizio il ciclo pittorico HOTELS oggetto di personali a Shanghai all’Università Tongji (17-27 maggio 2007) e presso la Galleria Leda Flethcer (16-22 giugno ‘07). A Pechino al Museo Nazionale della scienza e Tecnologia (10-25 settembre 2007).

Nel 2007 ha inizio il ciclo THE SKY OUTSIDE, che ha costituito oggetto di rappresentazione, nel 2012, da parte della Galleria Agorà di New York, terminata con l’esposizione The Odyssey Within, presso la stessa Galleria nel gennaio 2013.

Una selezione di tali opere è stata oggetto della mostra ‘Colectiva de verano’ presso la Galleria Agora 3 di Sitges (Barcellona, agosto 2018) e della personale ‘Tracce-Percorsi attraversati’ presso la Galleria POLId’ARTE di Spoleto (settembre 2018).

Paolo Cristiani

"È con felicità e sorpresa che, tra le tante immagini che si affollano davanti agli occhi di un critico d'arte, talvolta talune ci convincano per semplicità, innovazione, inventiva.
È il caso di Cristiani con i suoi Aeroporti. "

Vittorio Sgarbi

©ADACARTE

Opere

Critica

“La scelta dei colori, lividi e freddi, “sporchi” anche nelle tonalità calde, i verdi smorti, i grigi, i blu sbaiditi, i gialli striduli sembra voglia sottolineare questa realtà ad un tempo ricca e dimessa, questa umanità vincente ma pure sconfitta, questa sostanza senza felicità, accompagnandola, tra luci fredde e taglienti, in un eterno viaggio in cui realistica presa d’atto della realtà e insondabili visioni interiori si mischiano in sotterranei grovigli.”

Tiziana Cordani

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